I
Bertoleoni diventano casa regnante
Sul
finire del 1700 Giuseppe Bertoleoni, trisavolo di Tonino,
parte da Genova con la famiglia su una piccola nave da
diporto. Passando dalla Corsica raggiunge l’arcipelago
della Maddalena e in particolare l’isola di Santa Maria,
dove si stabilisce parte della famiglia Bertoleoni.
Giuseppe prosegue verso Sud e trova la splendida e
disabitata isola di Tavolara. Qui si stabilisce,
costruisce la sua casa e pone alcuni pastori a guardia
delle numerose capre selvatiche.
La magia di quest’isola si manifesta ai suoi nuovi
abitanti proprio attraverso questi animali: alcune delle
capre appartengono ad una razza particolare,
caratterizzata dal colore dorato dei denti. Queste capre
dai denti d’oro, come ci racconta Tonino, giocheranno un
importante ruolo nella storia del regno di Tavolara.
I Bertoleoni sono gli unici abitanti dell’isola. In base a
ciò Paolo, figlio di Giuseppe, avanza dei ricorsi presso
la casa reale di Savoia perché gli venga riconosciuta la
proprietà e la sovranità sul suolo di Tavolara.
Il re sabaudo vuole le capre dai denti d’oro
Carlo Alberto di Savoia, salito al trono sabaudo nel
1831 al posto di Carlo Felice, nel 1836 si reca
personalmente a Tavolara con il panfilo reale per una
battuta di caccia e per conoscere personalmente l’autore
dei tanti ricorsi. Il ricordo di questo incontro è stato
tramandato dalla famiglia Bertoleoni e giunge fino a noi
dalla voce di Tonino: “è proprio vero! Si incontrarono e
Carlo Alberto si presentò come il Re di Sardegna. Paolo
Bertoleoni allora si presentò come il Re di Tavolara”.
Carlo Alberto resta per alcuni giorni ospite della casa
reale di Tavolara.
Avendogli
Paolo parlato delle eccezionali capre dai denti d’oro che
popolano l’isola, il re sabaudo, dopo essere tornato a
Torino, invia il generale La Marmora con una corvetta
sull’isola dei Bertoleoni per prenderne alcuni esemplari.
Il generale giunge sull’isola recando doni (uno spillo ed
un anello d’oro) per la moglie di Paolo Bertoleoni e
assieme al Re di Tavolara si spinge sulla montagna alla
ricerca delle capre. In tre giorni di caccia cattura
quattro capre dai denti d’oro.
Dopo questo leggendario incontro con il Re di Sardegna la
famiglia Bertoleoni si fregia dello stemma reale e si
considera a tutti gli effetti sovrana dell’isola, benché
non ci sia ancora alcun documento a sostegno del loro
diritto.
Qualche anno più tardi, però, il demanio tenta di
espropriare i Bertoleoni della loro isola, sostenendo che
su di essa non esiste alcun titolo di proprietà. Paolo
Bertoleoni decide allora di recarsi personalmente a Torino
da Carlo Alberto, passando da Porto San Paolo e quindi da
Civitavecchia. Dal re in persona ottiene rassicurazioni e
dopo alcuni giorni gli viene recapitata, dalla citta di
Tempio, una pergamena che lo riconosce come padrone
assoluto e re di Tavolara.
Tonino Bertoleoni difende la storia della sua famiglia da
chi sostiene che sia solo una leggenda. Purtroppo non può
portare come prova la pergamena che documenta la sovranità
dei Bertoleoni perché questa è andata perduta, ma mostra
con orgoglio nel suo ristorante, che si affaccia sulla
spiaggia dello “Spalmatore di terra”, una copia della
fotografia dei regnanti di Tavolara.
La
fotografia a Buckingam Palace
Verso la fine dell’Ottocento, infatti, la regina Vittoria
d’Inghilterra, saputo dell’esistenza di questo piccolo
regno di fronte alla costa sarda, manda con una nave, la
Vulcan, i suoi fotografi personali a ritrarre la famiglia
dei sovrani di quel luogo. Nel museo di Buckingham Palace,
a Londra, è conservata la foto della famiglia reale di
Tavolara, all’interno della collezione di ritratti delle
famiglie reali di tutto il mondo, voluta dalla stessa
regina Vittoria. Sotto la foto vi è la dicitura: “La
famiglia reale di Tavolara, nel golfo di Terranova
Pausania, il più piccolo regno del mondo”.
La
favola del regno di Tavolara dura tutt’oggi e chiunque si
rechi in questo luogo incantevole può convincersene,
ammirando i colori del suo mare e delle sue rocce,
passeggiando sulla sabbia bianca fino a quando l’istmo non
arriva a misurare solo una manciata di centimetri e
visitando, tra i gigli di mare, il piccolo cimitero, quasi
invisibile dal mare, dove si trovano le tombe del primo re
di Tavolara e dei suoi discendenti e familiari.
Un’eccezione è rappresentata dalla lapide di Girolamo
Sotgiu, professore di lettere, che fin da ragazzo passava
le sue estati su questa splendida isola e qui ha chiesto
che fossero conservati i suoi resti: di suo pugno ha
scritto la lapide che si trova all’interno del cimitero.
Non
crediate che questa cenere sparsa sulle acque
limpide di Tavolara
significhi
che una vita è finita.
Oh quanto inutile sarebbe stata!
Girolamo Sotgiu |
Oggi
Tavolara non è più unicamente di proprietà della
famiglia Bertoleoni. Per quanto è in loro potere, però,
Tonino Bertoleoni e i suoi parenti si impegnano a
proteggere e conservare la loro isola e la sua storia:
“Non può immaginare quanti soldi mi hanno offerto e in
quanti lo hanno fatto”, mi ha confidato, “ma finché ci
saremo noi Tavolara resterà la stessa!”
Barbara Ainis per Erewhon